Le mie grosse grasse vacanze greche 2009 download

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Le.mie.grosse.grasse.vacanze.greche.2009.iTALiAN.WEBRiP.XviD-PRiME[MT] Georgia è una piacente single dalla doppia nazionalità, greca e americana, trapiantata ad Atene per la forte passione che la lega all'arte ellenica. Non potendo insegnare in università a causa dei numerosi tagli, lavora come guida turistica per un'agenzia di viaggi, proponendo un tour del Peloponneso alla scoperta delle antiche rovine. La sua erudita sensibilità e i suoi modi piuttosto rigidi si scontrano abitualmente sia con la rozzezza dei turisti che con i ritmi rilassati della vita dei greci. In quello che intende essere il suo ultimo viaggio organizzato, ritrova all'improvviso, complice un simpatico vedovo e un amore a portata di mano, quello che i greci chiamano kefi, gioia di vita istintiva.
Qualche anno fa e con molti più chili addosso, Nia Vardalos riuscì a far sorridere prima la famiglia Hanks, poi buona parte del mondo, con una rilettura di Bridget Jones in chiave interculturale. Il successo, inaspettato nelle proporzioni ma non certo sorprendente nella logica, de Il mio grosso grasso matrimonio greco si basava su due elementi molto in voga nella nuova commedia americana: le single sopra i trent'anni goffe e sfortunate in amore e i conflitti culturali dell'era della globalizzazione visti attraverso un filtro ironico, quando non farsesco. Su un'identica impalcatura si costruisce anche Le mie grosse grasse vacanze greche, titolo sleale ma quantomai efficace a rendere esplicito il meccanismo di emulazione interno alla produzione del film.
Così, raggiunto nel tempo un perfetto peso forma e visibilmente superata la sindrome da 'brutto anatroccolo', in questo episodio spurio del suo primo grande successo, la Vardalos si trova costretta a scaricare il peso comico dello slapstick che le garantiva la sua fisicità (un tempo) corpulenta sull'altro ago della bilancia: quello che irride bonariamente ai retaggi culturali.
Per sfruttare al massimo il potenziale farsesco dello stereotipo, il meccanismo messo in atto è inverso e ampliato rispetto al film di riferimento: la Grecia questa volta gioca in casa e sono tutte le altre culture occidentali a riflettere più intensamente i loro difetti per il fatto di essere turisti. L'idea di base è quindi quella di far interagire nei luoghi di nascita della civiltà occidentale (Atene e l'Acropolis, Olympia e l'antico stadio, Delfi e l'oracolo), le forme più convenzionali dell'inciviltà moderna (americani ottusi, australiani ubriachi, britannici frigidi, spagnole focose e vecchiette cleptomani). Il che non sarebbe in fondo niente di più di ciò che la tradizione barzellettiera del nostro cinepattone racconta da decadi, se non vi fosse, sottotraccia, latente, una strampalata filosofia neo-epicurea che pare quasi disprezzare il sublime paesaggio del Peloponneso che ha di fronte, per preferirgli la sua facciata da cartolina. Che confonde l'ozio con un disprezzo per la cultura e che crede che tutto lo spirito dionisiaco stia in qualche passo fuori tempo di sirtaki. 